Tre Semiautomatiche in .38WC (Colt Mid-Range,S&W 52, SIG P240)

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Dal Basso: COLT Gold Cup National Match, SMITH&WESSON Mod 52 e la SIG-HAMMERLI P240

Il tiro con pistole di grosso calibroA� A? di derivazione militare, fatto inizialmente con pistola di ordinanza. Negli anni venti A? stato specialitA� olimpica, insieme al tiro con carabina da��ordinanza. Il maggior sviluppo lo ha avuto negli Stati Uniti, dove tra forze armate, riserva e forze di polizia, le gare di tiro con pistola da��ordinanza erano e sono molto diffuse.
Con il passare del tempo si sentA� il bisogno di usare pistole concepite per il tiro, o almeno adattate al tiro, per ottenere risultati migliori.
Inizialmente venivano usati revolver, considerati piA? precisi ed affidabili delle semiautomatiche, il calibro piA? usato era il .38 Special, cartuccia molto precisa e tranquilla.A� Il revolver poteva andare bene per il tiro meditato, ma nel tiro rapido era complicato impadronirsi della tecnica giusta per fare punti.
La��esercito degli Stati Uniti dagli anni a��50 stava cercando una��arma ed un calibro da far usare ai propri tiratori. GiA� dal 1928 la COLT aveva introdotto il 38 superauto, che perA? non aveva avuto successo, sia per il suo alto costo che per il fatto che il calibro non eraA� accurato.A� Alla fine degli anni a��50 la��esercito sviluppA? un nuovo calibro derivato dal .38 Special, il .38 AMU. Questo non era altro che un bossolo del .38 Special a cui veniva fresato il rimmed e creata una gola per la��estrattore.A� La COLT fece 30 pistole per la��esercito e poche altre, piA? delle conversioni da usare su fusto della .38 Superauto, che spedA� in vari luoghi degli USA per valutazioni.A� La difficile reperibilitA� delle cartucce e la sua non eccelsa precisione, fecero sA� che il .38 AMU fu abbandonato in favore del .38 Special Wad Cutter.
CosA� si arriva alle pistole argomento di questo articolo, usate dagli anni sessanta alla metA� degli anni settanta ed oltre, nelle competizioni di grosso calibro: la COLT Gold Cup National Match, la SMITH&WESSON Mod 52 e la SIG-HAMMERLI P240.

COLT .38 SPECIAL MID RANGE

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COLT Gold Cup National Match 38 SPECIAL MID RANGE dx e sx

La COLT nel 1961 introduce nel mercato civile la pistola in .38 mid-range o .38 wad-cutter, nella sua semiautomatica di punta: la GOLD CUP NATIONAL MATCH di cui aveva iniziato la produzione nel 1957 in .45 ACP.
Il fusto A? quello della 1911A1 in 38 Superauto con dorsalino dritto, sicura laterale sinistra che blocca lo scatto e sicura dorsale nella��impugnatura, il carrello A? di tipo alleggerito(Skeletonized), la canna A? 5 pollici(mm 127), lo scatto non A? modificato, ma ha la possibilitA� di regolare il trigger-stop.A�A� Finitura esterna molto curata, con piani rettificati e tirati a specchio, parte superiore del carrello sabbiato antiriflesso.
La pistola mostra da subito alcuni problemi e nel 1962 subisce delle modifiche: cambia la rigatura della canna, la cameratura viene ristretta di .002a�? e scanalata alla��interno per ritardare la��uscita del bossolo, vengono ridotti i giochi tra canna bushing e carrello e migliorato il caricatore. Il risultato prende il nome di MARK III GOLD CUP .38 SPECIAL.
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smontata nelle sue parti principali, notare la piccola molla dietro la canna, per tenerla in posizione avanzata.

Nel 1965 viene sostituita la mira e viene montata una ELLIASON.
Nel 1970 le pistole vengono fornite di nuove canne e nuovi bushing, che ne migliorano la precisione. La produzione finisce nel novembre del 1973, i numeri di serie vanno da 100-MR a 9409-MR.
Il funzionamento meccanico A? a massa, con un piccolo ritardo dovuto alla forma del foro a cui A? fissata la canna. Al momento dello sparo la canna arretra con il carrello per pochi millimetri per inerzia, ma senza nessun vincolo meccanico, mentre il bossolo A? frenato nella��uscita dalla scanalatura elicoidale presente nella camera di scoppio. Soluzione meccanica molto ottimista per una cartuccia come il .38WC che sviluppa pressioni di 17000 psi, contro le 10000 psi di un .32WC.

6-e-7-canna-e-carrello COLT Gold Cup National Match 38 SPECIAL MID RANGEA�A� Interno canna, notare la scanalatura elicoidale, funziona da freno nell’estrazione del bossolo.Interno carrello, tipo skeletonized, alleggerito rispetto al carrello della 38 superauto, si vede tutto l’estrattore.

La Colt oltre alla pistola ha prodotto anche delle conversioni dal 1964 al 1970 con il numero di serie da 00100-H al 00703-H, la sola differenza con la pistola sono i marchi sul carrello dove A? scritto a�?COLT .38spec kita�?.
Smontaggio classico Colt, non il massimo per un collezionista, visto il rischio di rigature e sbruniture, negli esemplari in .38WC ancora piA? difficile per la precisione con cui il bushing A? aggiustato con il carrello.
Pistola molto bella e molto ben fatta, spara anche molto bene, ma il sistema meccanico non A? adatto al calibro impiegato. Si sconsiglia di usare intensivamente, dopo pochi spari si vede la��usura e visto i prezzi che hanno raggiunto queste pistole e lo scarso numero prodotto A? meglio tenerle in collezione.

SMITH & WESSONA� Mod. 52

8-e-9-sw-52-dx-sx Smith & Wesson modello 52 dx e sx 1A� tipo (S&W 52-1) in alto e 2A� tipo (S&W 52-2) in basso

La Smith & Wesson prima della seconda guerra mondiale aveva costruito solo due pistole semiautomatiche, la mod. 35 e la mod. 32, due pistole da tasca che prendono il nome dal calibro.
Dopo il a��45 con la��interesse della��esercito USA per le pistole semiauto in doppia azione costruA� alcuni prototipi, sia in singola che in doppia azione, ma solo alla fine degli anni a��50 li mise in catalogo come modelli 44 e 39.
Quando la��esercito, come per la Colt, gli chiese una pistola in 38 AMU, la Smith & Wesson usA? come base una modello 39. FornA� inizialmente tre prototipi con fusto in acciaio e in seguito produsse altre 87 pistole con fusto in alluminio a cui fu dato il nome di modello 52, di cui solo 15 furono fornite alla��esercito. Le altre 72 pistole rimanenti furono vendute nel mercato civile.
Nel mercato dei collezionisti queste pistole sono conosciute come 52-A, le sole in .38 AMU.

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S&W 52 smontateA� Dal Basso 52-1 e 52-2 , le differenze sono minime, ma fusti e carrelli non sono intercambiabili.

Nel Settembre del 1961 la Smith & Wesson introdusse il Modello 52, una pistola da tiro in .38 Special WC con castello in acciaio, derivata dalla Modello 39. Le tolleranze di lavorazione erano molto strette, tanto che nei primi tre mesi di produzione ne vennero assemblate solo 90. Ogni esemplare per lasciare la fabbrica non doveva superare i 2 pollici di rosata (cm 5,08) a 50 yards(m 45,90).
Tallone da��Achille della pistola era lo scatto, quello della 39 in doppia azione, che con una vite veniva trasformato in singola. CosA� nel Maggio del 1963 dopo solo 3500 esemplari fu prodotta una nuova versione conosciuta come 52-1 con un nuovo scatto solo in singola azione. La pistola rimase inalterata finoA� al 1971 quando fu cambiato la��estrattore da lungo, una lamina di acciaio elastico, a corto, piA? robusto perchA� non fletteva ma svolgeva il suo lavoro grazie ad una molla a spirale, prendendo il nome di 52-2 e cosA� rimase invariata fino alla fine della produzione il 23 Luglio del 1993.

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Canne del 1 tipo sopra e del 2 tipo sotto, da notare le semplificazioni costruttive nel 2 tipo. I due Hold Open a confronto,A� 1 tipo a sx .

La Smith & Wesson 52 ha una chiusura geometrica a canna basculante. Un anello squadrato intorno alla canna, davanti alla camera di scoppio, si incastra superiormente in una fresatura sul carrello. Al momento dello sparo canna e carrello arretrano insieme per pochi millimetri, fino a quando un piano inclinato sotto la canna la fa abbassare e svincola il carrello che procede la sua corsa fino alla��espulzione del bossolo. La canna A? lunga 5a�? (cm 127) con un leggero ringrosso vicino alla volata per eliminare i giochi tra questa ed il bushing avvitato alla fine del carrello. Questo da una parte A? aggiustato a mano con tolleranze minime, ma dalla��altra A? il pezzo piA? soggetto a rotture cheap paroxetine online, buy clomid online. di tutta la pistola, visto il suo esiguo spessore.

13-14-15-3-carrelli-dx-superiore-e-interno-una-sopra-le28099altra-o-affiancate-copiaI due carrelli a confronto, sopra del 1 tipo con estrattore lungo.A� I due carrelli nella parte superioreA� sono simili, con finitura sabbiataA� ed anche l’interno A? praticamente uguale

La��impugnatura A? quella di una pistola da difesa monofilare, mire ben proporzionate, con tacca regolabile in altezza e deriva, ma che personalmente si presentano troppo alte rispetto alla mano che impugna la��arma, sicura sul carrello che se inserita non permette al cane di raggiungere il percussore, puA? essere usata per allenarsi nel tiro in bianco, ha anche la sicura al caricatore.A� Finitura esterna molto buona, anche se non al livello della Colt, ma oggi per avere certe finiture bisogna rivolgersi al custom shop.
Meccanicamente molto piA? riuscita della Colt, funzionamento impeccabile, pistola con la quale si puA? sparare una quantitA� di cartucce senza vedere un segno di usura.
Qual A? la produzione totale? BA� questa A? una domanda alla quale A? difficile rispondere, sappiamo che nel 1961 la produzione iniziA? con il numero di matricola 50000, nel 1970 dopo il 115000 fu posizionata una a�?Aa�? davanti al numero (A115001) fino a circa A900000 nel 1984. Da questo anno fino alla fine della produzione davanti al numero furono usate dei gruppi di lettere. Il problema A? che tutte queste matricole non furono usate solo per la Modello 52, ma per tutti i modelli di pistola semiautomatica prodotti dalla Smith & Wesson, dalla 39, 41, 46, 59, 422, 645, 745, ecca��

SIG-HAMMERLIA� P240

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Sig-Hammerli P240 vista dai due lati

La SIG-HAMMERLI P240 A? il risultato della richiesta dei molti tiratori al mondo che giA� usavano le pistole in .22 della Hammerli e chiedevano una pistola creata appositamente per il tiro di grosso calibro.
La SIG fu fondata in Svizzera nel 1853 per la produzione di materiale rotabile per la ferrovia. Da allora si A? sempre piA? espansa passando anche ad altri settori, compreso quello delle armi, soprattutto fucili e pistole per uso militare. Nel 1971 prende il controllo della HAMMERLI, altra ditta Svizzera, fondata nel 1863 e specializzatasi nella produzione di armi da tiro.

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P240 e Sig P210, concettualmente simili, si vede che la P240 deriva dall’arma militare.

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P240 e Sig P210 smontate, da notare le canne con i differenti punti di lavoro.

La P240 deriva dalla P210, pistola militare famosa per la sua precisione ed il suo livello di finitura. I primi prototipi furono fatti usando fusti della P210, adattando a questi dei carrelli con canne lunghe 6 Pollici (mm 152,40) in calibro .38 Special wc.
CosA� il sistema meccanico della P240 ricalca quello della 210, un sistema Petter modificato, dove la��asola posta inferiormente alla canna A? identica, mentre il risalto che la vincola al carrello A? una massiccia aletta in un solo pezzo sopra la culatta e si incastra in una fresatura ricavata sulla finestra di espulsione. Al momento dello sparo la canna arretra per 3 mm circa solidale con il carrello, poi la��asola inferiore la fa basculare in basso ed il carrello libero puA? espellere il bossolo prima di tornare in batteria con un nuovo colpo.
La canna A? 6a�? (150,40 mm circa) si ringrossa per 25mm alla volata, la��aggiustaggio con il carrello A? fatto con due punzonature circolari che si possono notare ai lati di questo a circa 1 cm dalla volata, A? forata molto stretta, ed infatti alla pistola veniva allegato un cartoncino rosso, scritto in 4 lingue, dove si da la sua dimensione interna, nei pieni(Land Diameter) 0,3425a�? + 0,002a�? e nei vuoti(Grove Diameter) 0,352a�? + 0,002a�?. Ho misurato personalmente la canna, fondendoci del Cerrosafe, una lega che fonde a basse temperature e la ricalca perfettamente, nei vuoti A? 0,354 proprio come dichiara il fabbricante, cosA� da consigliare a chi tira ancora con queste pistole di usare solo cartucce di fabbrica, come fa la Sig-Hammerli nel famoso cartoncino, o almeno ricaricare solo con palle di piombo puro, non legate con antimonio.A� Nel corso degli anni si hanno notizie di canne fratturate per la��uso di palle troppo dure o munizioni troppo potenti.

20-dscn0236-copia P240, dall’alto in basso: 38wc con guancette anatomiche, conversione in .22lr,A� 38wc con guancette 1A� tipo, conversione in 32wc

21-dscn0258-copiaP240 in 38wc sopraA� eA� 32wc sotto, la prima con chiusura meccanica e la seconda a massa, in questa arretra solo la parte di carrello in basso.

Tacca di mira regolabile in altezza e deriva, ogni click a 25 metri sposta di 1 cm, e possibilitA� di sostituire tacche e mirini con altri di diverso spessore.
Impugnature che si evolvono nel corso degli anni, si va dal primo tipo semianatomico, al secondo anatomico, ma non regolabile, al terzo anatomico con palm rest regolabile.
Scatto da pistola da tiro completamente regolabile con tre viti, tutte nella parte superiore del fusto. La prima (A nella foto) regola il peso e girandola di 180A� permette di passare da 1000 grammi a 1360 grammi, pesi consentiti per le gare di pistola standard e grosso calibro.A� La seconda (B nella foto) regola la precorsa del cane, mentre la terza (C nella foto) il manuale dice che non deve essere toccata. Il trigger stop viene regolato da una��altra vite accessibile dal retro della��impugnatura.

22-e-23-cartellino-e-matricolaIl cartellino rosso in 4 lingue allegato alla pistola, dove si parla delle dimensioni interne della canna. P240A� Conversione, matricola stampata su fresatura, probabilmente su richiesta del cliente.

24-dscn0261-viti-con-didascalieViti regolazione scatto

Nella scatola, di un bel rosso, oltre alle istruzioni ed al bersaglio di prova, ca��A? anche la��attrezzino multiuso, che A? indispensabile per lo smontaggio. Per quelli che non la��hanno A? sufficiente procurarsi un lamierino dello spessore di 1 mm, che per lo smontaggio, dopo aver arretrato di alcuni mm il carrello, va piazzato tra la volata di questo e la spina che tiene la molla solidale con il guidamolla, permettendo di sfilare agevolmente la��hold open.
La Sig-Hammerli ha creato in un primo tempo delle conversioni in 32WC e .22LR e successivamente pistole complete in questi calibri.
Naturalmente in 32WCA� e .22LR il funzionamento A? a massa, dove solo una piccola parte del carrello, quella inferiore, arretra e riarma la pistola. La parte superiore A? solo unA� pezzo smacchinato in acciaio con la forma del carrello che serve da supporto alla canna ed alle mire. Per lo smontaggio non occorre la��attrezzino multiuso, che era sempre fornito come cacciavite, ma basta tirare in avanti un specie di tappo di plastica nero che si trova sotto la volata ed a cui A? fissato tramite una spina elastica il guidamolla.
Pistola meccanicamente splendida, con tolleranze minime e scatto superbo, che non ha avuto il successo che si meritava, perchA� introdotta nel 1975, anno che vide anche la��introduzione del 32WC nelle gare di grosso calibro, calibro che si poteva e tutta��oggi si adatta ad essere sparato su pistole che hanno il fusto della .22LR.

Quante ne hanno fatte? Bella domanda. Non sono riuscito a trovare notizie in merito, anzi sarei grato a chi potesse fornirmele, anche attraverso il sito. Posso solo fare delle supposizioni in base alle matricole osservate, ed abbinarle ai banchi stampati su di esse, sempre Tedeschi di Ulm.A� Il primo anno, come detto, dovrebbe essere il 1975, con una produzione di poco piA? di un migliaio di pezzi, alla fine del 1978 siamo intorno alla matricola 204500. La produzione si riduce drasticamente negli anni seguenti, fino alla fine degli anni 80. Nel primo periodo si nota una prevalenza di armi in .38 ed alla fine in 32. Naturalmente le matricole comprendono sia pistole complete, con stesso numero su carrello e fusto, che conversioni. Alcune hanno matricole stampate dentro una fresatura ovale che cancella il numero originario, soprattutto nelle conversioni, forse dovuto alla richiesta di queste con stessa matricola della pistola. Le matricole piA? alte notate sono intorno ai 207000.
La ditta tedesca Peter-Stahl ha costruito una conversione per la P240 in 9mm Para. Comprendeva, carrello con tacca di mira regolabile, canna di 148mm con rigatura poligonale, molla di rinculo con il suo guidamolla e hold open.

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Raduno di P240 e conversioni, Dall’alto da sinistra verso destra e poi seguendo per il solito ordine verso il basso:

38WC nella sua scatola con manuale
Conversione 32wc in scatola con bersaglio di prova, le due bustine in plastica rossa contengono la bacchetta e gli scovoli.
38wc con 2A� tipo di guancette anatomiche, ma fisse.
Pistola in 32wc
Conversione in .22lr al centro
Pistola in .22lr con guancette 3A� tipo, con palm rest regolabile e bersaglio di prova.
Carichino in plastica marcato P240, uguale a quello della P210,
38wc con guancette 1A� tipo
Conversione in 32wc alA� centro
Pistola in basso A? in calibro 38wc con attrezzino di smontaggio.

CONCLUSIONI

Con la��avvento del 32WC, che oggi tutti i tiratori agonisti di grosso calibro usano, il 38WC A? usato da molti amatori, che lo trovano meno impegnativo e molto piA? facile da ricaricare. Ed ancora oggi queste tre belle pistole possono dare molte soddisfazioni ai loro possessori, a patto che siano usate con parsimonia e giudizio, visto la difficoltA� a reperirle nel mercato.

CopyrightA� RasatiA� Emanuele, nessuna parte di questo articolo puA? essere pubblicata senza il consenso della��autore.